STORIA DEL FASCISMO

Piazza San Sepolcro (1919) e Piazzale Loreto (1945), a Milano, sono rispettivamente i luoghi di partenza e di arrivo di questo schematico percorso che prova a raccontare la storia del Fascismo attraverso centinaia di date che ne scandiscono i momenti più significativi dalla sua nascita al suo epilogo.

Senza alcuna pretesa di esaustività, gli accadimenti indicati, preceduti dalla data, dal luogo e, qualche volta, dall’orario di riferimento, riguardano i maggiori provvedimenti di politica interna, estera, economica e culturale del regime fascista .La mappa è priva di ogni commento o analisi volutamente lasciati al lettore.

SCHEDA TECNICA

"STORIA DEL FASCISMO"
Mantenendo invariato il contenuto, esistono tre diverse versioni grafiche di questa mappa:
cm 100 x 109
(mappa precedente)
cm 122 x 90

cm 200 x 55
(mappa successiva)

AUTRICE: Sara Carbone, storica e docente a Salerno.

REALIZZATO IN COTONE O IN PVC

"STORIA DEL FASCISMO" presenta un'abbondanza sui quattro lati per permettere una facile e corretta intelaiatura.

Alcune “finestre” interrompono graficamente la narrazione e ospitano opinioni di testimoni, interpreti o spettatori, delle vicende di regime. La testimonianza di Henri Bérard, del 1929, segna simbolicamente il momento spartiacque della storia del fascismo e del presente lavoro. L’espressione di Henri Bérard (1929), «Mussolini è dappertutto in nome e in effigie», che racconta l’onnipresenza del duce in ogni aspetto anche della vita quotidiana e privata degli italiani, attesta, a questa data, il passaggio da una fase di affermazione e consolidamento del fascismo a quella di completa maturazione e manifestazione della sua dimensione “totalitaria”.

«Chi concentra in sé ogni potere finisce, per un inevitabile processo psicologico, col persuadere sé stesso che la politica sua è voluta dal Paese ed è quella che corrisponde agli interessi del paese»

Gaetano Salvemini

Sono tutte italiane le testimoninaze prima del 1929 che si fondono quasi in un unico coro volto a raccontare l’antifascismo nazionale; dopo il 1929, invece, sono soprattutto osservatori stranieri ad intervenire nella narrazione, segno del fatto che, a partire dai primi anni Trenta, l’Italia ha assunto «una posizione in Europa quale mai [è] arrivata prima», secondo le parole di Wiston Churchill, e che Mussolini è, ormai, una figura imprescindibile nei “giri di valzer” della politica internazionale.